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Ottobre 2026

Italia sempre più attrattiva, più comparti
sostengono la crescita del mercato immobiliare

Nei primi nove mesi del 2026 il mercato immobiliare italiano ha attratto investimenti per circa 10,6 miliardi di euro, registrando il miglior risultato dell’ultimo decennio per questo periodo dell’anno. Il volume evidenzia una crescita del 30% rispetto allo stesso periodo del 2025 e si colloca del 62% al di sopra della media dei primi nove mesi degli ultimi dieci anni, confermando il rafforzamento dell’attività di investimento sul mercato nazionale. A rivelarlo è l’analisi del Team Research di Dils.

Retail
Il Retail si conferma la prima asset class per volume di investimenti da inizio anno, con circa 2,9 miliardi di euro, in crescita del 29% rispetto ai primi nove mesi del 2025. Si tratta del miglior risultato dell’ultimo decennio per il periodo gennaio-settembre, con un’incidenza pari al 27% degli investimenti complessivi. Il terzo trimestre ha registrato volumi per circa 610 milioni di euro, concentrati prevalentemente nel segmento Shopping Centre, che ha attratto circa 420 milioni di euro, pari al 70% del totale trimestrale del comparto. 

A sostenere la performance ha contribuito in particolare la cessione di un portafoglio di tre centri commerciali, che ha rappresentato la maggiore transazione del trimestre sul mercato immobiliare italiano per valore investito. Considerando i primi nove mesi, High Street, Shopping Centre e Factory Outlet hanno totalizzato complessivamente quasi 2,4 miliardi di euro, pari a oltre l’80% degli investimenti nel Retail.

Logistica
Il settore della Logistica ha registrato nel terzo trimestre investimenti per circa 780 milioni di euro, un volume sostanzialmente in linea con il trimestre precedente e in crescita dell’86% rispetto al Q3 2025. Il risultato porta il totale da inizio anno a quasi 2 miliardi di euro, con un incremento del 63% rispetto ai primi nove mesi del 2025 e un volume superiore dell’88% alla media dello stesso periodo degli ultimi dieci anni. 

L’attività del trimestre si è distribuita equamente tra acquisizioni di portafogli e di singoli asset. Tra queste ultime spicca l’acquisto di un immobile di recente sviluppo da parte di un end user, a conferma del crescente ruolo degli utilizzatori nelle operazioni di investimento osservato nel corso del 2026.

Uffici
Gli investimenti nel settore Uffici hanno raggiunto circa 500 milioni di euro nel terzo trimestre, segnando una crescita del 62% rispetto al Q3 2025. Da inizio anno, il comparto ha totalizzato circa 1,4 miliardi di euro, in aumento del 29% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Pur evidenziando un recupero rispetto al 2025, i volumi rimangono inferiori alla media degli ultimi dieci anni. Le transazioni del terzo trimestre hanno visto come protagonisti soprattutto utilizzatori finali e investitori con profilo value-add, interessati a un riposizionamento degli immobili.

Direzionale 
Il mercato direzionale di Milano conferma nel terzo trimestre del 2026 il trend di rallentamento in corso da inizio anno, con circa 85.000 mq di take-up trimestrale e un totale di 220.000 mq assorbiti nei primi nove mesi, in calo del 22% rispetto allo stesso periodo del 2025. Tra le operazioni dell’ultimo trimestre spiccano i quasi 25 mila mq della nuova sede di A2A “Torre Faro”, recentemente completata nel submarket di Scalo Romana. 

Il mercato è caratterizzato dalla sostanziale assenza di superfici disponibili di grandi dimensioni nei submarket centrali: nei primi tre trimestri dell’anno sono state concluse, fatta eccezione per Torre Faro, solamente 3 transazioni superiori a 5.000 mq, esclusivamente in location semicentrali o periferiche.

La minore attività del mercato si riflette anche in un lieve aumento della vacancy totale. Al contempo, permane una scarsa disponibilità di asset di elevata qualità nel CBD e a Porta Nuova, dove si concentra poco più del 5% della superficie disponibile e il tasso di vacancy complessivo si mantiene poco sopra il 2% dello stock. In questo contesto di offerta particolarmente compressa, il prime rent è rimasto stabile a 900 €/mq/anno

 

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Cinisello B.mo (MI) - Rif. 21357

In posizione strategica, nelle immediate vicinanze delle principali arterie autostradali e di grande comunicazione, proponiamo in esclusiva prestigioso immobile industriale di complessivi 2.123 mq. Una soluzione ideale per aziende alla ricerca di una sede funzionale e facilmente raggiungibile, caratterizzata da un'importante superficie destinata sia all'attività di deposito sia agli uffici commerciali e amministrativi. L'immobile è composto da: 1.309 mq di area deposito, con altezza sotto trave di 5 metri e doppio portone carraio, ideale per attività di deposito, logistica e lavorazioni; 644 mq di uffici commerciali e amministrativi, tutti disposti al piano terra, con ingresso indipendente e suddivisi in numerosi ambienti, ideali per ospitare uffici direzionali, commerciali e operativi; • 170 mq di autorimesse al piano interrato. La proprietà è completa di tutti i principali impianti, tra cui impianto elettrico e di illuminazione, rete dati, riscaldamento e climatizzazione. Libero a fine anno.

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Vimercate (MB) - Rif. 8484

Nelle vicinanze dello svincolo della Tangenziale Est di Vimercate Nord proponiamo immobile industriale di buona rappresentanza così composto: capannone con servizi di mq. 394, con altezza 5,40 metri sotto trave, servito da 2 comodi portoni per carico e scarico; uffici e servizi al piano terreno di mq 136, composti da ampio open space e locale riservato. L'immobile è dotato di un accesso comune ad altri 2 capannone ma gode di un'area esterna di proprietà sul fronte e sul lato di mq. 433 oltre ad area frontale per carico e scarico con posti auto riservati. Gli uffici ed entrambi i servizi sono di nuova realizzazione, con pavimentazione galleggiante, controsoffitto e dotati di impianto di riscaldamento, climatizzazione e rete dati. Nel capannone è presente un impianto elettrico completo e tutto l'immobile è allarmato con sensori e telecamere. E' inoltre presente una wallbox per la ricarica dei veicoli elettrici.
Libero dal 07-01-2027. 

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Asta giudiziaria immobiliare, quanto tempo ho per pagare
e cosa succede se non pago?

Comprare una casa all’asta può rappresentare un’opportunità per acquistare un immobile a un prezzo interessante, ma l’aggiudicazione comporta obblighi precisi e scadenze da rispettare.

Una delle questioni più importanti riguarda il pagamento del saldo prezzo: dopo essersi aggiudicato l’immobile, l’acquirente deve versare quanto dovuto entro il termine stabilito dal giudice. Se non riesce a farlo, rischia di perdere la cauzione, l’aggiudicazione e, in determinate circostanze, di dover pagare ulteriori somme.

Quanto tempo ho per pagare una casa acquistata all’asta?
Chi si aggiudica un immobile nell’ambito di un’asta giudiziaria deve versare il prezzo di acquisto entro un termine prestabilito, indicato nell’ordinanza di vendita e nell’avviso di vendita. Solitamente questo termine è di 120 giorni dall’aggiudicazione, anche se la scadenza effettiva dipende dalla procedura.

Non bisogna quindi considerare i 120 giorni come un termine valido per tutte le aste immobiliari. Prima di presentare un’offerta, è fondamentale leggere attentamente la documentazione della vendita, verificando la data entro cui dovrà essere pagato il saldo e le modalità previste per effettuare il versamento.

Il saldo prezzo corrisponde all’importo ancora dovuto dopo aver considerato quanto già versato a titolo di cauzione. A questa somma possono aggiungersi gli oneri fiscali e gli altri costi connessi al trasferimento dell’immobile, da sostenere secondo le indicazioni della procedura. La disponibilità delle risorse necessarie deve essere valutata prima di partecipare all’asta. Se si vuole finanziare l’acquisto accendendo un mutuo, per esempio, occorre verificare in primis con la banca che l’erogazione possa avvenire entro la scadenza prevista. L’eventuale ritardo nell’ottenimento del finanziamento, infatti, non costituisce di per sé una ragione per ottenere più tempo.

È possibile pagare il saldo prezzo a rate?
Il pagamento rateizzato può essere ammesso, ma soltanto quando è espressamente previsto dalle condizioni della vendita. Il pagamento a rate non è una facoltà che l’aggiudicatario può decidere di esercitare autonomamente dopo essersi aggiudicato l’immobile. Questa possibilità deve essere espressamente prevista nell’ordinanza e nell’avviso di vendita, che stabiliscono anche le scadenze e le modalità da rispettare.

Di conseguenza, eventuali difficoltà economiche non consentono di interrompere i versamenti o di posticipare le rate senza autorizzazione.

Anche quando è ammesso il pagamento dilazionato, è quindi fondamentale verificare in anticipo di poter sostenere l’impegno finanziario. Il mancato rispetto delle condizioni stabilite può comportare conseguenze rilevanti, compresa la perdita delle somme già corrisposte.

Quali sono le conseguenze se non si paga il saldo prezzo entro la scadenza?
Se il prezzo non viene versato entro la scadenza prevista, l’aggiudicatario può essere dichiarato decaduto dall’aggiudicazione. Ciò significa che perde la possibilità di acquistare l’immobile e che la procedura esecutiva può proseguire con una nuova vendita.

Il riferimento normativo è all’articolo 587 del Codice di procedura civile, il quale stabilisce cosa succede quando una persona si aggiudica una casa all’asta ma non paga il prezzo entro il termine previsto. In questi casi, il giudice può dichiarare l’aggiudicatario decaduto, disporre la perdita della cauzione e ordinare una nuova asta.

La norma prevede conseguenze anche per chi ha ottenuto il permesso di pagare a rate e non versa una rata entro dieci giorni dalla scadenza. Se il nuovo incanto si conclude a un prezzo inferiore rispetto alla precedente aggiudicazione, inoltre, l’aggiudicatario inadempiente può essere obbligato a pagare la differenza.

In sostanza, chi si aggiudica un immobile all’asta deve rispettare gli obblighi di pagamento, perché il mancato versamento può comportare non soltanto la perdita della casa e delle somme già versate, ma anche ulteriori conseguenze economiche.

Posso chiedere una proroga per pagare la casa all’asta?
Se l’aggiudicatario si accorge di non riuscire a rispettare la scadenza, è importante che si attivi tempestivamente. Tuttavia, non può dare per scontato che il giudice conceda una proroga: il termine indicato nella documentazione di vendita deve essere rispettato e le difficoltà finanziarie, da sole, non garantiscono la possibilità di ottenere una dilazione.

La prima cosa da fare è esaminare l’ordinanza di vendita e l’avviso di vendita per verificare il termine effettivo, le modalità di pagamento e le eventuali condizioni particolari della procedura.

Chi ha intenzione di ricorrere a un mutuo dovrebbe inoltre avviare per tempo le verifiche con la banca, senza attendere l’aggiudicazione per valutare la fattibilità del finanziamento. È altrettanto importante calcolare le spese accessorie, come imposte e costi connessi al trasferimento, per evitare che risorse insufficienti impediscano di completare l’operazione.

Come evitare problemi dopo l’aggiudicazione
Partecipare a un’asta immobiliare richiede una valutazione che va oltre il prezzo di partenza e l’importo dell’offerta. Prima di prendere parte alla procedura, bisogna accertarsi di poter disporre del denaro necessario entro la scadenza stabilita, considerando anche gli eventuali costi aggiuntivi.

Il punto fondamentale è che l’aggiudicazione non coincide con il completamento dell’acquisto: per arrivare al trasferimento della proprietà è necessario adempiere agli obblighi previsti dalla procedura, a cominciare dal pagamento del saldo prezzo. Chi non paga rischia di perdere la cauzione, decadere dall’aggiudicazione e, se ricorrono i presupposti di legge, dover sostenere anche la differenza tra il prezzo originario e quello ottenuto dalla nuova vendita.

Per questo motivo, leggere la documentazione prima di presentare l’offerta e chiedere assistenza qualificata quando necessario sono passaggi essenziali per ridurre i rischi economici e legali.

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