
Mercato degli uffici a Milano e Roma:
cresce l'importanza dell'offerta di qualità
Secondo le analisi di JLL, il mercato degli uffici in locazione in Italia ha aperto il 2026 con segnali contrastanti tra le principali piazze di Milano e Roma. Nel primo trimestre dell’anno, il take-up complessivo ha superato di poco i 100.000 metri quadrati, distribuiti tra circa 65.000 mq nel capoluogo lombardo e 36.000 mq nella Capitale. Nel complesso, i dati evidenziano un mercato immobiliare direzionale sempre più orientato alla qualità, con una domanda matura e selettiva che si scontra con una disponibilità limitata di immobili di alto livello, soprattutto nelle aree centrali.
Milano: domanda solida ma spazi più contenuti
Nel dettaglio, Milano ha registrato circa 65.000 mq di superfici assorbite, cui si aggiungono 4.000 mq di sublocazioni. Il dato conferma una domanda vivace, in linea con il numero di operazioni dello stesso periodo del 2025 e superiore alla media degli ultimi cinque anni. Tuttavia, emerge un rallentamento rispetto ai volumi dello scorso anno, quando si sfioravano i 100.000 mq.
A incidere su questa flessione è stata soprattutto l’assenza di grandi operazioni, unite a una riduzione significativa delle dimensioni medie degli spazi locati, passate da circa 1.200 mq a 750 mq. Un segnale che riflette strategie più prudenti e una maggiore ottimizzazione degli spazi da parte delle aziende.
La domanda si concentra sempre più su immobili di alta qualità: circa il 65% delle superfici assorbite riguarda infatti edifici di grado A. Questa tendenza è alimentata da criteri di selezione più rigorosi, che privilegiano qualità costruttiva, sostenibilità e posizioni strategiche.
La scarsità di offerta “prime” continua a esercitare pressione sul mercato: il tasso medio di vacancy si attesta al 9,4%, ma scende drasticamente al 3,6% per gli immobili di fascia alta. Di conseguenza, i canoni continuano a salire, toccando i 820 euro al metro quadrato annuo nel centro storico e i 780 euro nelle aree direzionali più moderne. Cresce anche il peso delle locazioni sopra i 600 euro/mq/anno, che rappresentano ormai circa il 30% del totale.
Dal punto di vista geografico, circa il 40% della domanda si concentra nelle zone centrali, con il centro storico in prima linea. Parallelamente, le aree semicentrali rafforzano il loro ruolo strategico, intercettando oltre un quarto delle superfici, con quartieri come Farini-Isola e Porta Romana protagonisti delle operazioni più rilevanti.
A trainare la domanda sono soprattutto i servizi professionali, inclusi studi legali, operatori finanziari e aziende del comparto tecnologico.
Roma: forte crescita trainata da grandi operazioni
Scenario diverso a Roma, dove il mercato direzionale ha mostrato un’accelerazione significativa: con circa 36.000 mq di take-up, il volume è più che raddoppiato rispetto al primo trimestre del 2025. A sostenere la crescita sono state in particolare quattro operazioni superiori ai 5.000 mq, tra cui una di rilievo legata alla Pubblica Amministrazione.
Anche nella Capitale si conferma la preferenza per immobili di qualità, con il 57% delle superfici assorbite rappresentato da edifici di grado A. Un dato che evidenzia una domanda sempre più selettiva, a fronte di un’offerta limitata di spazi premium.
Il centro direzionale resta il cuore del mercato, concentrando circa il 40% delle operazioni, mentre l’area dell’Eur si distingue per la transazione più importante del trimestre, realizzata in modalità pre-let.
Sul fronte settoriale, dominano ancora i servizi, in particolare studi legali e Pubblica Amministrazione, che continua a rappresentare un attore chiave nella domanda di uffici nella Capitale.
Il tasso di vacancy rimane contenuto, sotto il 7% complessivo e appena all’1,5% per gli immobili di fascia alta. I canoni prime si mantengono stabili a 610 euro/mq/anno, con prospettive di crescita nel breve periodo..
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