
Prezzi e locazioni, i trend del mercato immobiliare italiano
nel primo trimestre 2026
Nel primo trimestre del 2026, secondo il Team Research di Dils, gli investimenti nel mercato immobiliare italiano hanno raggiunto circa 2,6 miliardi di euro, un dato in linea con la media decennale ma in lieve flessione del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025, a conferma della resilienza e dell’attrattività del sistema Paese che continua a catturare l'interesse di capitali nazionali e internazionali nonostante le diffuse incertezze globali.
Il settore Retail si conferma l’asset class più dinamica con oltre 650 milioni di euro investiti, in crescita del 22% sul Q1 2025 e trainato da investitori istituzionali focalizzati su Factory Outlet, High Street e Retail Park, seguito dal settore Hospitality che si posiziona al secondo posto con circa 510 milioni di euro; quest'ultimo, pur in contrazione del 27% rispetto a un brillante 2025, si mantiene in linea con la media storica, guidato da capitali esteri interessati a strutture balneari e dimore storiche, con Milano e Roma sempre protagoniste del turismo.
Nel comparto della Logistica, sebbene i volumi di investimento abbiano registrato una contrazione del 52% fermandosi a circa 310 milioni di euro con un'attività concentrata prevalentemente su singoli asset, il trimestre ha segnato il livello record storico di take-up (assorbimento di spazi) per un Q1 con ben 836.000 mq locati, un balzo del +59% sul 2025 che sta spingendo al rialzo i canoni prime nazionali a Milano (72 €/mq/anno), Roma, Bologna e Piacenza, spinti da una forte domanda per immobili di alta qualità e di nuova costruzione.
Il settore degli Uffici ha invece attratto investimenti per circa 400 milioni di euro, registrando un calo del 20%, con Roma che emerge come il mercato più dinamico grazie alla vendita di un trophy asset nel CBD, mentre a Milano c'è grande attesa per la finalizzazione nel secondo trimestre di un mega-deal da oltre 1,4 miliardi di euro in Via Montenapoleone; sul fronte delle locazioni direzionali (occupier), Milano ha registrato un rallentamento dei volumi locati (-35%, pari a 70.000 mq) causato principalmente dalla scarsità di immobili di Grado A/A+ nei sottomercati di pregio dove la vacancy è sotto il 2%, mantenendo i canoni prime stabili a 850 €/mq/anno, a differenza di Roma che ha visto un incremento del 14% degli assorbimenti (38.000 mq) trainato da grandi operazioni e con canoni stabili ma precedentemente rivisti al rialzo.
Risultano particolarmente brillanti e in forte ascesa i settori Living e Alternative, i quali hanno raddoppiato i rispettivi volumi rispetto al Q1 2025 raccogliendo oltre 380 milioni di euro il primo (sostenuto al 60% da operazioni Built to Sell a Milano e per il 36% dallo Student Housing nel Nord Italia) e oltre 360 milioni il secondo (guidato per oltre il 60% dal segmento Healthcare con un importante portafoglio di RSA), segnando per il residenziale il miglior avvio degli ultimi quattro anni all'interno di un contesto macroeconomico in cui le compravendite domestiche del 2025 avevano toccato le 766.753 transazioni (+6,6%), pur mostrando a fine anno segnali di stabilizzazione con tassi sui mutui in leggero rialzo al 3,51% e dinamiche di locazione eterogenee tra contratti standard e transitori nei grandi centri urbani.
Guardando infine all'outlook di breve periodo, il 2026 si sta dimostrando fortemente condizionato da fattori esogeni, come le tensioni internazionali che impongono cautela ai mercati finanziari, e fattori endogeni, tra cui spicca l'apprensione per le persistenti criticità nei processi urbanistici a Milano; questa combinazione di elementi ha tenuto in stand-by o fatto posticipare circa un miliardo di euro di investimenti che, se finalizzati nel primo trimestre, avrebbero garantito al mercato italiano un risultato da record assoluto, sebbene i solidi fondamentali del sistema continuino a mitigare i rischi offrendo ampie e crescenti opportunità di diversificazione settoriale.
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