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Settembre 2023

Dal 2° Osservatorio sul Mercato Immobiliare 2023 incognite e segnali di appannamento del mercato.

Il mercato immobiliare italiano, dopo l’euforia post pandemica, mostra segnali di appannamento e consolida i timori emersi a inizio anno. Infatti, in un quadro macroeconomico diventato meno favorevole, le possibilità di accesso alla proprietà si sono fatte più problematiche, mettendo fuori gioco molte famiglie, con ripercussioni rilevanti sul numero di compravendite. È la fotografia del 2° Osservatorio sul Mercato Immobiliare 2023 di Nomisma, il rapporto che fornisce agli operatori un quadro puntuale del panorama italiano e approfondisce le performance immobiliari dei 13 principali mercati del Paese.

Il contesto macroeconomico, tra fiducia e incognite

Nel primo semestre 2023 si è consolidata la discesa del prezzo del gas e dei principali energetici, che ha trascinato verso il basso la componente volatile dell’inflazione. Resta tuttavia elevata la componente core, nonostante il progressivo inasprimento delle politiche monetarie sia negli Stati Uniti, sia in Europa, che continua ad impattare sul potere d’acquisto delle famiglie. L’anno pandemico aveva raffreddato i prezzi delle materie prime, in primis il petrolio, spingendo alcuni Paesi, fra cui Italia e Giappone, in deflazione. Ma la ripresa dell’economia mondiale ha trainato i prezzi di materie prime, energia e beni finali, spingendo l’inflazione oltre le due cifre. Nonostante queste premesse, il Fondo monetario internazionale non prevede una recessione, bensì una crescita globale del 2,8% quest’anno e del 3% nel 2024. L’eccellente andamento industriale – unito all’incremento occupazionale e alla diminuzione della disoccupazione – ha favorito infatti un miglioramento del clima di fiducia dei consumatori. Secondo l’Osservatorio Immobiliare, all’interno di questo complesso scenario macroeconomico, le famiglie si sono trovate ad essere improvvisamente più fragili, con una propensione al risparmio crollata su valori esigui. A questo si accompagna il continuo rialzo dei tassi d’interesse che preclude a molti la possibilità di accedere al sostegno creditizio, che sostiene una quota rilevante degli aspiranti acquirenti. In questa fase, le difficoltà di accesso alla proprietà di una quota crescente di domanda potenziale tenderanno ad aumentare, con conseguente ricorso a soluzioni locative, in attesa che le barriere all’ingresso oggi insormontabili tornino ad abbassarsi. Se sul mercato al dettaglio l’interesse di famiglie e imprese è parso solo attenuato dal peggioramento del quadro macroeconomico, decisamente negativa è la situazione sul versante corporate, dove la prudenza degli operatori stranieri ha determinato un crollo degli investimenti, passati dai 6,2 miliardi di euro del primo semestre 2022 agli appena 2 miliardi dello stesso periodo di quest’anno. La debolezza ha interessato l’intero mercato, a conferma di un’accresciuta percezione di rischiosità complessiva.

Il mercato della locazione

Per quanto concerne l’indice di performance relativo al mercato della locazione, emerge per il quarto semestre consecutivo, una crescita. L’aumento più sostenuto dei canoni ha comportato un innalzamento dei rendimenti medi, che in media sono dell’ordine del 5,2% lordo annuo.

Compravendite e affitti nel settore non residenziale

Anche nel 2022 è proseguita la lenta risalita del settore non residenziale con livelli di performance che tuttavia sono ancora negativi. Il segmento terziario-commerciale ha fatto registrare una variazione annua delle compravendite pari al +3,3%. Il comparto uffici, per il secondo anno consecutivo, ha segnato una variazione annua positiva pari al 7,6%, mentre quello riferito ai negozi evidenzia un aumento del 4,7%. La debole risalita dei prezzi di uffici e negozi riferita al primo semestre 2023 è riconducibile ad un’inversione delle aspettative della parte offerente, che da negative sono tornate positive, e dalla contestuale riduzione del potere contrattuale della domanda. Le variazioni dei canoni di locazione di uffici e negozi continuano ad essere trainate dai prezzi, con intensità analoghe. Si tratta di mercati di piccole dimensioni che, a giudizio degli operatori, sono risultati caratterizzati da stabilità sia dell’offerta che della domanda di immobili da locare.

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Sesto S.G. (MI) - Rif. 14194

In prossimità del confine con Milano, nelle vicinanze dell'ingresso della Tangenziali Est e Nord, proponiamo immobile dalle caratteristiche uniche. Le dimensioni totali sono di circa 6.130 mq. Il capannone ha una superficie di 6.000 mq a cui vanno aggiunti circa 130 mq di uffici operativi al PT. Completa la proposta un piazzale privato di 6.000 mq. Il capannone, con altezza di 7,8mt. è dotato di antifurto perimetrale ed è in ottime condizioni e molto luminoso data la sua copertura a shed . Sono inoltre presenti 18 ribalte tutte sul fronte antistante l'ampio cortile.

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Pessano C.B. (MI) - Rif. 14143

Capannone libero su quattro lati, inserito in zona industriale, della superficie di mq. 1.710 con mq. 366 di uffici suddivisi su due livelli ed ingresso indipendente. Altezza sotto trave 7,50 metri. Immobile dotato di impianto di illuminazione di base, riscaldamento, due ampi e comodi portoni scorrevoli, servizi igienici. Area esterna perimetrale con tre cancelli carrai idonei per automezzi pesanti di mq. 1.500 circa Libero da fine ottobre 2023 . Eccellenti collegamenti con tutte le principali arterie stradali ed autostradali.

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Milano | Scalo Farini – In arrivo il campus

dell’Accademia di Brera: verde, aule e residenze.

Dallo scorso agosto 2022 sono in corso i lavori di bonifica per gli edifici del vecchio magazzino di smistamento presente al centro dell’ex Scalo Ferroviario di via Farini. La prima stecca sarà aperta entro due anni e si aggiungerà allo storico edificio del centro di Milano. Così gli studenti dell’accademia, circa cinquemila iscritti, il trenta per cento internazionali, dal 2024 saranno distribuiti sia qui, al nuovo campus sia in via Brera.

Infatti prendono il via a breve i lavori di riqualificazione del Lotto A e B dell’ex Scalo Farini, un’area di circa 15mila metri quadrati che ospiterà gli spazi didattici e gli studentati del nuovo Campus delle Arti dell’Accademia delle Belle Arti di Brera.

Le attività di cantiere, che termineranno entro la fine del 2025, possono partire dopo il via libera del Consiglio di Stato sull’accordo di programma per la rigenerazione degli scali ferroviari, sottoscritto a giugno 2017 e frenato dal ricorso di alcuni residenti.

“Il magnifico palazzo di Brera, situato nel centro storico, non era pensato per ospitare i laboratori necessari – spiega il direttore dell’Accademia, Giovanni lovane, durante la conferenza stampa di presentazione dell’avvio dei lavori – . Da qui la necessità di creare nuovi spazi per i nostri studenti: laboratori moderni e contemporanei, progettati assieme al Politecnico di Milano, partner finanziario del progetto”.

Accanto agli spazi didattici sarà costruito uno studentato di 10mila metri quadrati per accogliere gli studenti fuori sede, che costituiscono il 30% degli iscritti all’accademia. Saranno alloggi che, sottolinea lovane, “vanno incontro anche alla difficoltà degli allievi di trovare studentati a prezzi calmierati”.

Il progetto, del valore di circa 12 milioni di euro, è finanziato per il 50% da Regione Lombardia, che ha stanziato sei milioni di euro.

Allo scalo Farini troveranno spazio i laboratori pesanti, come quelli di scultura e scenografia. Arriverà anche il dipartimento delle Nuove tecnologie per l’arte che oggi è ospitato all’istituto Zappa e anche la scuola di restauro che si trova attualmente ad Arcore.

«Il progetto complessivo, opera da cento milioni per i due lotti, 20mila metri quadrati, dovrà essere completato entro il 2026 per poter utilizzare i fondi del Pnrr — ricordano la presidente Livia Pomodoro e il direttore Giovanni Iovane prima di mostrare il piano —. I lavori sono stati avviati con i 20 milioni di finanziamento ottenuti da Regione Lombardia e Cassa depositi e prestiti».

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Qui il link dell'articolo completo sul sito di urbanlife.org