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Ottobre 2023

Real estate: volumi in netto calo nel terzo trimestre. Bene solo l’alberghiero.

È una contrazione pesante quella certificata dai Dils per il terzo trimestre del 2023. Nel periodo considerato in Italia i volumi, nonostante siano cresciuti sul trimestre precedente raggiungendo circa 1,5 miliardi di euro (+27%), sono in netto calo su un anno prima. Il risultato da inizio anno raggiunge 3,6 miliardi di euro, poco più di un terzo del volume registrato nello stesso periodo del 2022, anno record. La fase resta critica dunque per gli investimenti in immobili commerciali, in linea con gli altri principali mercati europei. Rimane il dinamismo di alcune asset class, come la logistica, il segmento dell’Healthcare, e del Living. Il settore del Retail, invece, ha registrato nel corso del trimestre investimenti per circa 86 milioni di euro, per un totale da inizio anno di circa 244 milioni di euro, proseguendo nel trend che vede gli investitori guardare soprattutto ai comparti big box e out of town. A pesare i tassi di interesse elevati, che spostano capitali verso altri lidi, ma anche l’inflazione con il rincaro dei costi di materie prime e di costruzione. Pesano anche l’incertezza e la scarsa fiducia in una ripresa.

La Logistica

Si conferma il settore leader per gli investimenti immobiliari in Italia, con circa un miliardo di euro investiti nei primi nove mesi dell’anno (di cui 474 milioni nel terzo trimestre) e con un peso del 28% del totale investito, nonostante rendimenti prime ancora in fase di crescita.
Dal punto di visto dell’assorbimento di spazi, dando seguito all’eccezionale primo semestre, nel terzo trimestre 2023 si registra un take-up (assorbimento) di circa 680.000 mq nel mercato logistico italiano (+34% rispetto al terzo trimestre del 2022), stabilendo un nuovo record per i primi nove mesi dell’anno che raggiungono un take-up totale di quasi 2,2 milioni di mq (+11% rispetto allo stesso periodo del 2022)» recita un comunicato. La dinamica dei canoni di locazione vede ancora una crescita, spinta dall’elevata domanda di spazi moderni e di elevata qualità.

Uffici

Nel trimestre sottotono il comparto degli uffici che raccoglie circa 80 milioni di euro investiti, per un totale da inizio anno pari a 492 milioni di euro. Con questi numeri quella che è sempre stata la più ricercata asset class di investimento diventa la quarta. Si stima però che nel quarto trimestre possano arrivare a Milano e Roma investimenti per oltre 500 milioni di euro. Certo è che non si è ancora tornati a lavorare in ufficio al 100% dopo il Covid. A Milano mercato dinamico con circa 110.000 mq di take-up e che così conferma i livelli raggiunti nei primi due trimestri (per un totale YTD di 314.000 mq), permettendo una proiezione per la fine del 2023 ben superiore ai 400.000 mq. La vacancy rimane estremamente compressa nei submarket più prestigiosi, spingendo l’assorbimento di spazi verso aree con maggiore offerta di prodotto. Tali considerazioni valgono anche per il mercato di Roma che, grazie allo straordinario risultato del primo semestre, realizza nei primi nove mesi dell’anno la migliore performance di sempre, seconda solo all’anno record 2019, finalizzando un volume di take-up pari a circa 185.000 mq.

Living

Con investimenti pari a 223 milioni di euro nel terzo trimestre, di cui oltre l’80% concentrati a Milano, e un totale di circa 541 milioni nei primi nove mesi dell’anno, seppur evidenziando un calo rispetto alle performance del 2022 continua ad accrescere il proprio peso all’interno del panorama investment italiano confermando l’interesse da parte degli investitori per il settore.

Alberghiero

Si assiste alla ripresa dei volumi investiti nel settore dell’Hospitality rispetto ai primi due trimestri dell’anno. Il trimestre attrae infatti circa 215 milioni di euro, con un totale da inizio anno che sfiora i 490 milioni di euro, volume raggiunto anche alla finalizzazione di un portfolio deal con operazioni maggiori di 100 milioni di euro. Siamo ancora molto lontani dai record di 3,3 miliardi realizzato nel 2019, nonostante il settore sia in fermento tanto per i city hotel quanto per i resort. La maggior dinamica riguarda la capitale e le regioni del sud come Sicilia e Sardegna, dove sono arrivate anche molte catene alberghiere internazionali.

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Milano, Villaggio Olimpico invernale 2026:

un progetto sostenibile, a zero emissioni.

Milano-Cortina 2026: il Villaggio olimpico in cantiere nell'ex scalo ferroviario di Porta Romana a Milano sta per prendere forma con ben 3 mesi di anticipo. Il cantiere relativo al progetto del Villaggio Olimpico per le Olimpiadi Invernali 2026 è realizzato da COIMA SGR, Covivio e Prada Holding e rappresenta il primo tassello del grande progetto di rigenerazione urbana di Scalo Porta Romana e la sua consegna iniziale era prevista a luglio 2025. Il Villaggio Olimpico, progettato dallo studio di architettura Skidmore, Owings & Merrill – SOM, rappresenta il primo tassello del grande progetto di rigenerazione urbana dello Scalo di Porta Romana: funzionale a offrire uno spazio fondamentale per le Olimpiadi Invernali 2026, sarà restituito alla comunità cittadina attraverso la trasformazione nel più grande studentato d’Italia realizzato in edilizia sociale in Edilizia Residenziale Sociale, con circa 1.700 posti letto. Come previsto dal Masterplan “Parco Romana”, il Villaggio sarà posizionato nell’area a sud ovest dello Scalo e garantirà continuità con le funzioni esistenti e l’equilibrio generale del quartiere. Un progetto sostenibile e a zero emissioni e che al termine della manifestazione sarà riutilizzato, principalmente come studentato.
 
L’obiettivo è quello di consegnare il Villaggio Olimpico alla Fondazione Milano Cortina entro la scadenza prevista di luglio 2025: i lavori di costruzione sono iniziati a gennaio 2023. Grazie alla collaborazione pubblico-privato fra gli acquirenti e Fondazione Milano-Cortina, con Comune di Milano e Regione Lombardia, il Villaggio Olimpico sarà sviluppato coniugando le esigenze di utilizzo pre e post competizione, per realizzare un progetto emissioni operative zero raggiungendo i requisiti NZEB (Nearly Zero Energy Building) e consentire l’integrazione, nel futuro quartiere, degli spazi fisici e dei servizi progettati per gli atleti, minimizzando i lavori di riconversione e gli impatti ambientali.
 
I materiali usati saranno selezionati per le loro caratteristiche di sostenibilità (riciclabilità, riuso, ecocompatibilità ambientale), tutti gli edifici saranno certificati LEED®, le strutture edilizie saranno permanenti e quelle temporanee saranno riutilizzabili. Più del 60% dell’energia sarà prodotta grazie all’istallazione di impianti che sfruttano le fonti rinnovabili, tra cui impianti solari termici e fotovoltaici; le acque meteoriche saranno raccolte e riutilizzate, con una riduzione di CO2 del 40% per riscaldamento/raffrescamento.
Gli spazi a verde pubblico e attrezzato, che rappresenteranno circa il 50% dello Scalo, sono stati progettati con riferimento all’area del Villaggio Olimpico dall’architetto Michel Desvigne, in coordinamento con il masterplan generale di Outcomist, la cui parte paesaggistica è curata dall’architetto Elizabeth Diller, già progettista dell’Highline di New York, con l’obiettivo di creare un luogo fruibile dagli studenti e dalla cittadinanza, in armonia con le altre strutture dello Scalo e con la città.
 
Dopo la manifestazione, il Villaggio Olimpico sarà trasformato in un laboratorio di sperimentazione urbana sostenibile focalizzata sulle persone, sulla comunità, l’integrazione e la resilienza. Attorno al parco centrale sorgeranno residenze, uffici, social housing, student housing e servizi interconnessi a tutta l’area metropolitana tramite le stazioni della ferrovia e della metropolitana.
Il progetto dello Scalo di Porta Romana è regolato dall’Accordo di Programma sottoscritto nel 2017 di cui sono parte Comune di Milano, Regione Lombardia, Ferrovie dello Stato Italiane (con Rete Ferroviaria Italiana e FS Sistemi Urbani) per la riqualificazione dei sette scali ferroviari dismessi (Farini, Porta Romana, Porta Genova, Greco-Breda, Lambrate, Rogoredo, San Cristoforo), che insieme coprono una superficie di 1 milione e 250 mila mq, di cui circa 200 mila rimarranno a funzione ferroviaria. Si tratta del più grande piano di rigenerazione urbana che interesserà Milano nei prossimi 20 anni, uno dei più grandi progetti di ricucitura e valorizzazione del territorio in Italia e in Europa.

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